Bilancio consolidato 2017, salta la proroga per i piccoli Comuni - ANCI Toscana

08 Ago

Bilancio consolidato 2017, salta la proroga per i piccoli Comuni

Respinti in Commissione al Semato gli emendamenti  proposti dall'Anci  

Fumata nera per la proroga generalizzata del bilancio consolidato 2017 a favore dei piccoli Comuni nonché dello slittamento al 31 di luglio per l'approvazione del conto economico e dello stato patrimoniale. La Commissione Affari Istituzionali del Senato ha, infatti, respinto gli emendamenti proposti dall'Anci alla legge di conversione del Milleproroghe (decreto legge 91/2018), volti ad alleggerire i nuovi adempimenti contabili posti a carico dei Comuni. Ora le speranze (poche) si spostano alla Camera, dove l'esame del provvedimento, atteso in prima lettura, non è stato ancora calendarizzato.

Lo scorso 12 aprile la Commissione Arconet, con la Faq n. 30, aveva ammesso la possibilità per i piccoli Comuni di non approvare, per il 2017, il conto economico e lo stato patrimoniale secondo le nuove regole armonizzate, stante la non chiara formulazione dell'articolo 232, comma 2, del Tuel. Nulla invece ha potuto disporre la Commissione sul consolidato, dato che su questo aspetto il principio contabile allegato 4/4 al Dlgs 118/2011 è chiaro nel far decorrere l'obbligo in via generalizzata per tutti gli enti già a partire dall'esercizio 2017. Esonerare i Comuni fino a 5.000 abitanti dal consolidamento dei bilanci per quell’esercizio è quindi subordinato a una vera e propria modifica dell'articolo 233 del Tuel o dello stesso principio contabile applicato.

In attesa di un intervento legislativo, la Ragioneria dellok Stato, in risposta a un quesito proposto da un piccolo Comune, lo scorso 22 giugno ha chiarito come l'obbligo di consolidamento per questi enti potesse considerarsi escluso, di fatto, solamente per coloro che, non avendo adottato la contabilità economico patrimoniale per l'esercizio 2017, risultano oggettivamente impossibilitati ad approvare il consolidato, stante l'assenza dei documenti contabili presupposti per questa attività. Al contrario gli enti che, pur non essendo obbligati, hanno comunque approvato il conto economico e lo stato patrimoniale 2017, sono nelle condizioni di redigere il bilancio consolidato per quell’anno, a ciò essendo obbligati per chiara formulazione delle norme. La bocciatura dell'emendamento al decreto legge Milleproroghe, che avrebbe consentito a tutti i piccoli Comuni, a prescindere dalle loro scelte sulla contabilità economico patrimoniale, di non approvare il consolidato 2017, fa quindi tornare in auge l'interpretazione della Ragioneria. Ne consegue che:
a) i piccoli Comuni (fatta eccezione per coloro che hanno aderito alla sperimentazione) che hanno disposto il rinvio al 2018 della contabilità economico patrimoniale, possono non approvare il consolidato 2017, non essendo di fatto nelle condizioni per procedere. Questi enti dovranno rendere noto, su amministrazione trasparente, l'assenza dell'obbligo di consolidamento e trasmettere alla Bdap, come accaduto lo scorso anno, la delibera con cui è stato disposto il rinvio;
b) i piccoli Comuni che hanno deciso di non rinviare l'adozione della contabilità economico patrimoniale, sono ora tenuti anche ad approvare il consolidato 2017 entro il 30 settembre prossimo. Ciò vale anche per coloro che hanno approvato il conto economico e lo stato patrimoniale con finalità conoscitive, pur in sede separata rispetto al rendiconto. Attendere eventuali (e tardivi) interventi riparatori, rischia di non garantire il rispetto della scadenza, con applicazione del divieto di assunzioni.
L'orientamento della Ragioneria è assolutamente condivisibile, anche se finisce per penalizzare gli enti che, diligentemente, si sono attenuti alle indicazioni di Arconet e si sono fatti trovare pronti ad una scadenza prorogata in extremis. Una beffa, insomma, che scoraggia il rispetto delle scadenze e legittima ancora una volta un atteggiamento attendista contrario allo spirito di riforma voluto dall'armonizzazione.

(da Quotidiano enti locali)

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