Spesa pubblica, i risparmi maggiori chiesti sempre ai Comuni - ANCI Toscana

28 Giu

Spesa pubblica, i risparmi maggiori chiesti sempre ai Comuni

La relazione della Corte dei Conti. Anci: fatta la nostra parte, ora basta

La relazione della Corte dei Conti sul bilancio dello Stato per 2017 conferma ancora una volta l’ampiezza dell’onere richiesto agli enti locali per il risanamento della finanza pubblica. Anche per il 2017, la riduzione più marcata della spesa pubblica è quella segnata dal comparto delle Amministrazioni locali (-0,7%). Lo afferma l’Anci commentando la relazione sul rendiconto generale dello Stato presentata dal presidente della Corte dei Conti Angelo Buscema.
L’Associazione evidenzia inoltre come la lieve riduzione della spesa statale è ottenuta anche nel 2017 attraverso ulteriori riduzioni di trasferimenti verso altre pubbliche amministrazioni. Tutto questo mentre prosegue lo squilibrio nella formazione del deficit pubblico annuale che da anni è interamente dovuto alle amministrazioni centrali, mentre gli enti locali contribuiscono positivamente con saldi attivi di una certa consistenza.
Secondo l’Associazione dei sindaci, la relazione conferma il carattere strutturale delle manovre di pesante riduzione delle risorse (i soli comuni hanno subito tagli per 9 mld. e restrizioni finanziarie per 3 mld. negli anni più duri della crisi, tra il 2011 e il 2015). Nello stesso tempo l’Anci segnala anche il rischio di caduta delle capacità di fornire servizi adeguati nei territori.
I Comuni sono infatti sottoposti ad una tensione finanziaria che non si esaurisce con l’abbandono della logica dei tagli, ma prosegue con gli adeguamenti richiesti dalla riforma contabile, con il peso degli oneri del debito mai adeguati ai minori tassi di mercato, con spese aggiuntive obbligatorie quali quelle derivanti dai rinnovi contrattuali, con la rigidità delle regole di rientro dalle crisi finanziarie locali - i dissesti e i predissesti - che non tengono in adeguato conto i cambiamenti normativi via via introdotti.
Quanto poi alla precarietà del sistema fiscale, sottoposto nell’ultimo decennio di urgenze e di emergenze a stress continui ed indicato dalla Corte quale elemento di fragilità della finanza pubblica, l’Associazione ribadisce l’importanza del principio dell’“autonomia di entrata e di spesa”, garantito dalla Costituzione, schiacciato dai continui interventi sulle basi imponibili locali e da tre anni di blocco della manovrabilità delle aliquote.
Infine, i Comuni ribadiscono: abbiamo fatto la nostra parte nel risanamento, in molti casi oltre i limiti della sostenibilità. È ora di riprendere la strada di una forte e responsabile autonomia, anche nel campo della fiscalità, semplificando regole finanziarie e amministrative sempre più intricate. La risposta a queste istanze – conclude l’Anci - permetterà di liberare energie e competenze nei territori a vantaggio dello sviluppo del Paese.
 

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