Sicurezza urbana, ecco cosa prevedono le nuove norme - ANCI Toscana

14 Apr

Sicurezza urbana, ecco cosa prevedono le nuove norme

Sintesi delle novità interodotte con il decreto contro il degrado delle città

Daspo urbano, sblocco del turn over per le assunzioni di polizia locale, stretta contro gli spacciatori, poteri di ordinanza ai sindaci per interventi contro il degrado delle città. Questi i punti centrali del decreto legge sulla sicurezza urbana proposto dal ministro dell'Interno, Marco Minniti, e convertito in legge dal Senato. Di seguito le novità in pillole.

POLIZIA LOCALE E MUNICIPALE - Via libera ai Comuni in regola con i saldi di finanza pubblica di assumere personale di polizia locale già nel 2017 in sostituzione di quello cessato dal servizio. In particolare, si consente ai Comuni di assumere personale di polizia locale a tempo indeterminato nel limite di un contingente corrispondente all'80% della spesa relativa allo stesso personale cessato nell'anno precedente per il 2017 e 100% per il 2018. Rimane l'obbligo di non superare il tetto della spesa di personale stabilito dalla normativa in vigore. Con l'intervento, in sostanza si consente di anticipare dal 2019 al 2017 il ritorno alla disciplina prevista a regime nel 2014 e sospesa per il triennio 2016-18.
Via libera all'equo indennizzo per la polizia municipale così come al rimborso delle spese di degenza per causa di servizio ma non la pensione privilegiata. Gli oneri previsti sono stabiliti in 2,5 milioni l'anno dal 2017.

DASPO URBANO - Multe da 100 a 300 euro a chi «ponga in essere condotte che limitano la libera accessibilità e fruizione» di infrastrutture di trasporto. Chi trasgredisce verrà inoltre allontanato dai luoghi nei quali è stato commesso il fatto. Le stesse disposizioni possono essere applicate ad «aree urbane su cui insistono musei, aree e parchi archeologici, complessi monumentali o altri istituti e luoghi della cultura interessati da consistenti flussi turistici, ovvero adibite a verde pubblico». Per chi reitera le trasgressioni il prefetto può disporre l'allontanamento da questi luoghi per un periodo tra sei mesi a due anni, in analogia al Daspo nei confronti dei violenti delle curve.

COMITATO METROPOLITANO - Per la tutela della sicurezza nelle grandi aree urbane viene istituito uno specifico organismo: il Comitato metropolitano dedicato all'analisi, la valutazione e il confronto sulle tematiche di sicurezza urbana relative al territorio della città metropolitana. Ciascun comitato è copresieduto dal prefetto e dal sindaco metropolitano, e vi fanno parte, oltre al sindaco del comune capoluogo, qualora non coincida con il sindaco metropolitano, i sindaci dei comuni interessati. La partecipazione alle riunioni del comitato metropolitano è dovuta a titolo completamente gratuito (inclusi i rimborsi spese).

FLAGRANZA DIFFERITA - È prevista la possibilità di arresto in flagranza differita nel caso di reati commessi con violenza alle persone o alle cose, compiuti alla presenza di più persone anche in occasioni pubbliche, «per i quali è obbligatorio l'arresto, quando non è possibile procedere immediatamente all'arresto per ragioni di sicurezza o incolumità pubblica». Sulla base di documentazione video fotografica, è possibile l'arresto in flagranza entro 48 ore dal fatto.

ALLONTAMENTO - L'ordine di allontanamento dalle aree relative alle infrastrutture di trasporto e dalle loro pertinenze, in forma scritta, è rivolto al trasgressore dall'organo che accerta la le condotte illecite; la validità temporale della misura inibitoria (48 ore dall'accertamento del fatto); che la violazione dell'ordine comporta il raddoppio della sanzione amministrativa pecuniaria originaria; la trasmissione del provvedimento al questore competente nonché, dove necessario, alle competenti autorità sociosanitarie locali.

DIVIETO DI ACCESSO - La recidiva nelle condotte illecite (limitazione della libera accessibilità delle infrastrutture di trasporto, ubriachezza, commercio abusivo) comporta la possibile adozione di un divieto di accesso ad una o più delle aree espressamente indicate per un massimo di sei mesi; il provvedimento, adeguatamente motivato, è adottato dal questore e ne individua le più opportune modalità esecutive compatibili con le esigenze di mobilità, salute e lavoro del trasgressore. Una durata maggiore del divieto di accesso (da sei mesi a due anni) è prevista quando le condotte vietate sono commesse da un condannato negli ultimi cinque anni, con conferma della sentenza almeno in secondo grado, per reati contro la persona e il patrimonio.

MISURE ANTI-SPACCIATORI - Per gli spacciatori condannati per vendita di sostanze all'interno o nelle immediate vicinanze di locali pubblici il questore può disporre il divieto di accesso agli stessi locali per un periodo da uno a cinque anni, nonché l'obbligo di presentarsi almeno due volte a settimana presso il locale ufficio della polizia o dei carabinieri.

PARCHEGGIATORI ABUSIVI - Multe salate, da mille a 3.500 euro, anche per i parcheggiatori abusivi. E se nell'attività sono impiegati minori, o nei casi di reiterazione, la sanzione raddoppia.

DECORO URBANO - Modificato l'articolo 639 del Codice penale prevedendo che il giudice possa disporre l'obbligo di ripristino e ripulitura dei luoghi per chi si macchia di atti contro il decoro urbano.

BEVANDE ALCOLICHE - Si riconosce esplicitamente in capo al sindaco il potere di adottare anche ordinanze di ordinaria amministrazione, non contingibili ed urgenti, per disporre limitazioni in materia di orari di vendita, anche per asporto, e di somministrazione di bevande alcoliche e superalcoliche. Il ricorso a tale strumento è ammesso solo al fine di assicurare le esigenze di tutela della tranquillità, del riposo dei residenti e dell'ambiente e del patrimonio culturale in determinate aree delle città interessate da afflusso di persone di particolare rilevanza, anche in relazione allo svolgimento di specifici eventi. Tali ordinanze devono disporre comunque per un tempo predefinito.

IMMOBILI OCCUPATI - Il decreto interviene in materia di occupazione arbitrarie di immobili. Vengono definiti i percorsi attraverso i quali l'autorità di pubblica sicurezza, sentito il Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica, può mettere a disposizione la forza pubblica per procedere allo sgombero in esecuzione di provvedimenti dell'autorità giudiziaria. Si dispone, così, che il prefetto debba impartire modalità esecutive dei provvedimenti del giudice sulle occupazioni abusive di immobili: sia per prevenire, in relazione al numero di immobili da sgomberare, possibili turbative all'ordine e alla sicurezza pubblica, sia per assicurare il concorso della forza pubblica alle operazioni di sgombero. L'impiego della forza pubblica per lo sgombero deve tenere conto della situazione dell'ordine e della sicurezza pubblica nei territori interessati; dei rischi per l'incolumità e la salute pubblica; dei diritti dei proprietari degli immobili; dei livelli assistenziali che regioni ed enti locali possono assicurare agli aventi diritto.

112 EUROPEO - Vengono le indicate per favorire l'istituzione del numero unico europeo 112 nelle Regioni. A tal fine, consente alle regioni che hanno rispettato gli obiettivi del pareggio di bilancio di bandire, nell'anno successivo, procedure concorsuali finalizzate all'assunzione di personale con contratti di lavoro a tempo indeterminato da utilizzare per le attività connesse al numero unico europeo 112 e alle relative centrali operative realizzate in ambito regionale.

WRITERS - Nell'ambito degli interventi per il decoro urbano, l'articolo 16 integra la formulazione dell'art. 639 del codice penale (Deturpamento e imbrattamento di cose altrui) per combattere, in particolare, il fenomeno dei writers. Viene stabilito che, se il reato è commesso su beni immobili, su mezzi di trasporto pubblici o privati o su cose di interesse storico o artistico il giudice (il giudice di pace se l'illecito riguarda beni mobili; il tribunale negli altri casi) può subordinare l'applicazione della sospensione condizionale della pena all'obbligo di ripristino e ripulitura dei luoghi oggetto dell'illecito. Analoga misura è adottata nei confronti dei recidivi per il medesimo reato. Qualora tali operazioni non siano possibili, per la concessione del beneficio può essere disposto dal giudice: l'obbligo di corresponsione delle spese di ripristino e ripulitura o di rimborso di quelle già sostenute; la prestazione di attività non retribuita a favore della collettività (con il consenso dell'interessato), sulla base delle modalità indicate nella sentenza di condanna, per un periodo determinato comunque non superiore a quello della durata della pena sospesa ex articolo 165 del codice penale.

(da Quotidiano Enti locali)

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